Vabbè, giugno ha già dato la sua notizia bomba, che è QUI.
La mia pubblicazione, per Piemme, di Evelyn Starr (a quattro mani con Francesco Falconi). C’è da dire che in questo periodo si sta lavorando alacremente, o meglio – si è lavorato alacremente – al testo. Ma è stato spedito qualche giorno fa. Si deve impaginare. Si devono inserire altre cosine nel testo – chi indovina cosa sono le cosine? – e poi non vedo l’ora di leggere la bozza pdf. AMO i pdf. impaginati. Nell’attesa, e nei ritagli di tempo, leggo…
E oggi vi consiglio come sempre i libri che mi sono piaciuti. Il primo mi è stato caldamente consigliato da una persona in precedenza già citata in questo post. No, non Evelyn. Ero restio, all’inizio. Chissà perché pensavo a un altro libro con qualche bestiaccia innamorata di qualche umana. No, oh, no. La Clare ha classe. Si dilunga un po’ a volte, ma ha classe. Ed ecco che leggerò anche gli altri, appena trovo il tempo.
Cacciatori nel Sangue
Libro davvero carino, questo Shadowhunters – Città di Ossa. Quattro stelle sono troppo a dire il vero, ma solo tre sarebbe stato un peccato. Tre stelle e mezza, quindi.
Ho trovato la terza parte molto più interessante delle prime due, che si sono rivelate in certi punti troppo lunghe e dettagliate. Piacevoli i ribaltamenti, ma ho avuto come l’impressione che, più che per un pubblico YA, l’insieme sarebbe calzato a pennello anche per un target di riferimento più basso. Ovviamente non era possibile, per i temi trattati sopratutto alla fine e per la sottile tematica incestuosa che si svela a conclusione del romanzo.
A parte questi dubbi, resta un romanzo piacevole, pieno di spunti e di idee. Nulla di eccessivamente nuovo o elaborato sotto questo sole, ma capace di catturare il lettore e di spingerlo verso i seguiti. Le possibilità per ulteriroi ribaltamenti ci sono tutte, e mi aspetto che la Clare non si faccia sfuggire l’occasione di cambiare le carte in tavola ancora una volta.
Postilla: su tutti i personaggi, vince di sicuro Jace. La stessa Clary, seppur ottimamente tratteggiata, scompare un poco accanto all’essere smargiasso, bonariamente arrgonate, e per nulla modesto, del ragazzo dal passato misterioso…
E poi c’è un libro che mi è stato regalato per il mio compleanno. Regalo azzeccassimo, perché è la lettura migliore degli ultimi mesi. Ha azzeccato temi, personaggi, situazioni, davvero piacevole questo romanzo. Ed è il primo che leggo di Chiara Palazzolo, ma non l’ultimo…
Ci sono solo due streghe. Quindi una di troppo. In tutto tre.
Primo libro della Palazzolo che leggo, e… be’, una vera sorpresa questo Nel Bosco di Aus. Particolarissima e bruciante la scrittura dell’autrice, asciutta e cruda. Immediata come può essere immediato un pensiero o un ricordo. Devo dire però che ho apprezzato ancora di più lo spunto di base che sta dietro al romanzo.
Ruota attorno alla psicologia di Carla, la protagonista. Ma origina, credo, da un presupposto di base molto più banale a comune a tutti: quando una persona a noi cara ci sembra d’improvviso diversa, cambiata, non più la stessa, ecco… siamo certi che sia davvero se stessa?
Intrigante, senza dubbio. Il romanzo, per le prime 300 pagine, ci presenta situazioni al limite, strane, che confondono in un intreccio studiato con cura, e altre invece di pura normalità, la casa, la scuola, la vita di tutti i giorni. Il vero colpo di scena, però, si abbatte con forza con l’arrivo della terza parte del romanzo. E da lì in poi è una corsa verso il finale.
Un altro ottimo spunto narrativo, a tal proposito, arriva anche dall’analisi della condizione della vecchiaia. Terribile e nera, quanto piena di piccole e astute risorse che di colpo possono ribaltare una situazione intricata. Il tutto sulle spalle del personaggio di Carla, madre, donna, moglie, amante, amica, strega. Una donna completa e complessa, non perfetta, ma che nemmeno ambisce ad esserlo.
In chiusura consiglio anche questa bella favola pacifista. Forse un po’ datata, 1947 se non erro, ma con dei messaggi ancora oggi così attuali che, be’, dovrebbe farci riflettere su quanta poca, pochissima strada abbiamo percorso in questi oltre sessant’anni.
Una bella favola contro la guerra
Una bella storia, scritta molti decenni fa, ma terribilmente attuale. La stupidità umana, la brutalità della guerra, il dolore dei più piccoli, cancellati dal coraggio di tutti gli animali. La conferenza degli animali è davvero una gran bella storia pacifista.
E come è abitudine, song, signori… ballare! Tu sorridimi, dammi 24 h, e ti vengo a cercare…
Ciao,
L.

