Ecco il link a una bella intervsita apparsa su FantasyMagazine e curata da Marina Lenti (saggista e autrice di L’Incantesimo Harry Potter), che ha toccato con mano l’editrice, ha sfiorato la sua storia quarantennale, e ha messo in luce tutte le particolarità di Reverdito Editore.
Nell’attesa del 21 luglio, il sito 10 righe dai libri (spettacolare mezzo per la diffusione e l’invito alla lettura, che ringrazio), ci dà un altro estratto del romanzo L’Aurora delle Streghe di Francessco Falconi.
Un anno fa, proprio come ieri, mettevo piede per la prima volta negli Stati Uniti. Proprio come ieri, un anno fa, prendevo un taxi giallo e in un torrido caldo afoso, dopo una decina di minuti dall’atterraggio e dopo 7 o 8 ore di volo, vedevo per la prima volta lo skyline di New York stagliarsi contro il cielo al tramonto. E’ una delle migliaia di immagini ancora vivide che ho in testa.
Il taxi che fa una curva. Le piccole abitazioni alla mia sinistra, case da film nell’estrema periferia della città. Il veivolo giallo che sale un alto dosso. E d’improvviso i grattacieli che emergono dalla foschia. Enormi. Le loro sagome scure contro il cielo sfumato di rosso e arancione. Qualcosa che non dimenticherò mai.
La sera stessa, per la prima volta, prendevo la metro a New York.
Immaginatevi il peggior caldo afoso che vi viene in mente. Siete parecchi metri sottoterra. Il caldo vi afferra la gola. Si fa fatica a respirare. Gli odori sanno di plastica, di cemento, di smog. Poi arriva il treno della metro, si aprono le porte, una marea d’uomini vi travolge, chi sale chi scende, e mentre mettete piede nella vostra carrozza v’investe un’aria gelida e scecca. Le carrozze tanto climatizzate che i vetri si appannano di condensa.
Ora, se fosse stato per me sarei ancora là sotto a capire come funziona la metro fra le varie linee, lettere, numeri, simboli e colori che fanno di quella metropolitana la più estaesa al mondo.
Una piccola città nella città, dove nelle varie stazioni e fermate puoi incontrare giovani artisti che improvvisano spettacoli col poco che hanno in mano.
Ma credetemi, avrei pagato oro per assistere a una scena come questa qui sotto, accaduta nella metro di NY!
Parlo poco di quello che scrivo, delle recensioni che ne fanno (alcune anche molto belle, che vari amici mi hanno fatto notare di recente), ma questa era il caso di riportarla…
Praticamente, di questo libro ho davvero apprezzato l’originalità dell’autore che, pur rimanendo dentro certi canoni del genere, ha saputo davvero re-inventare. Come accennavo prima, poi, tutto questo è ben supportato da una buona scrittura, da ritmo, da una storia valida, da sentimenti veri e da situazioni in cui il lettore si può riconoscere. Io, in particolare, ho sentito molto vera la situazione ‘sociale’ di Twil e l’amicizia instaurata con Alcor.