
Ci sono serie TV che ho amato molto. Da X-Files, a E.R., passando per Streghe. Apprezzo molto anche Lost (sebbene, dico io, piantiamola di dire che hanno fatto un bel lavoro con la trama. Si sono persi davvero, e in tutti i sensi). Ed è per questo che smisuratamente adoro un progetto ben costruito come quello di Taken.
Prima di tutto è una serie sola. Breve. 8 episodi. Una serie ideata da Steven Spielberg e girata con una sapienza di mezzi, effetti speciali, senso dell’intreccio e gusto per i personaggi che sento molto mio. Inoltre, rispetto a quelle qui sopra, che comunque apprezzo e mi hanno divertito un sacco, ha avuto il gusto di non riproporsi all’infinito sebbene il grande successo. Uscita nel 2004, la stanno ritrasmettendo in questi giorni e io me la godo esattamente come allora.
Parla di cose che mi hanno sempre affascinanto, con gusto, senza esagerare, senza perdersi, senza eccedere. E grazie al cielo…. dando delle risposte alla fine.
Taken racconta la storia, che si svolge nell’arco di cinque decadi e quattro generazioni, di tre famiglie: i Keys, i Crawford, ed i Clarke. Il veterano della seconda guerra mondiale Russel Keys è perseguitato da incubi sul rapimento subito dagli alieni durante la guerra; l’incidente di Roswell trasforma Owen Crawford da un ambizioso capitano dell’aeronautica in un malvagio cospiratore del governo ombra; Sally Clarke, insoddisfatta del suo matrimonio, viene messa incinta da un visitatore alieno. Con il passare dei decenni, gli eredi di ciascuna famiglia sono coinvolti nelle macchinazioni degli alieni, che si concludono con la nascita di Allie Keys, il prodotto finale dei loro esperimenti, che rappresenta la chiave del loro futuro…
L’intreccio mi affascina molto. Questo confluire di tre storie in una sola. Chissà, ci si può pensare per un romanzo un po’ particolare, perché no? Perchè no?
L.


