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Archive for gennaio, 2010

Per NON dimenticare

mercoledì, gennaio 27th, 2010
Perchè non accada mai più.
 
Perché lo sterminio di ebrei, omosessuali, zingari, testimoni di Geova, pentecostali e tanti altri, non accada mai più.

Per NON dimenticare.

Luca

2 minutes or so

domenica, gennaio 17th, 2010
Siamo due minuti di poesia, o poco di più.

Questo quanto ci è concesso, chi più chi meno, e sta solo a noi decidere come usare quei minuti preziosi.  

Lascio qui un grande incoraggiamento a tutti gli amici che mi leggono: a chi non molla, a chi ne ha bisogno, a chi si è perso, a chi ci crede, a chi si rialza sempre…


 
L.

Dreamfarm cerca nuovi autori

mercoledì, gennaio 13th, 2010

Segnalo anche qui il testo del mio articolo uscito su FantasyMagazine oggi:

Cos’hanno in comune: Pierdomenico Baccalario, Elena P. Melodia, Vanna de Angelis, Alessandro Gatti, Giovanni Del Ponte, Elisa Puricelli Guerra e molti altri autori ancora? Dreamfarm. E oggi la società sta cercando nuovi autori.

La società:

Nata nel 2007, con sede a Milano, Dreamfarm progetta e sviluppa libri per ragazzi sia per editori italiani che stranieri.

In Dreamfarm, vero e proprio laboratorio di creatività e punto d’incontro di nuovi talenti, nascono idee che vengono sviluppate insieme ad autori e illustratori fino a diventare libri finiti da consegnare “chiavi in mano” ai clienti. Il team di Dreamfarm è composto da Marcella Drago, Laura Zuccotti e Clare Stringer, oltre a un gruppo di affiatati collaboratori.

Con un’esperienza decennale nell’editoria per ragazzi, Marcella, Laura e Clare hanno lavorato insieme alle Edizioni Piemme, dove hanno collaborato allo sviluppo di serie di successo in Italia e all’estero come Ulysses Moore, Milla & Sugar e Gol!.

Dreamfarm ha di recente aperto un sito ufficiale in cui è possibile consultare le schede dei libri che la società ha realizzato in collaborazione con case editrici come Piemme, Mondadori, DeAgostini e Fazi. Molti di questi titoli sono già stati venduti all’estero in diversi paesi.

Nella sezione del sito LAVORA CON NOI trovate tutte le informazioni per inviare il materiale in lettura, in vista di una possibile pubblicazione.

Il gruppo su aNobii è gestito da Luca Azzolini, collaboratore editoriale di Dreamfarm.

Il sito ufficiale: www.dreamfarm.it

Ciao,
L.

Silence in Fantasy

mercoledì, gennaio 6th, 2010
In questi giorni si fa un gran parlare in rete di fantasy, polemica fantasy, fantasy spazzatura e via discorrendo. Non mi ci intrometto nemmeno morto. Per vari motivi, ma principalmente perché non mi va di sprecare tempo per gente che non ascolta e che tanto resta ferma sulle sue posizioni. Le classiche perle ai porci. Però questa diatriba mi ha spinto a pensare cosa mi fece amare il fantasy a suo tempo, quando ero solo un bambino.

Bene, qui lascio un tributo alle tre cose che mi hanno fatto amare questo genere alla follia. Genere spazzatura? Non lo so: a me dà emozioni, tante. Mentre mi annoiano i romanzieri francesi dell’800 (tanto per dirne una), ma non per questo mi sono mai sognato o permesso di definirli spazzatura. Inoltre li ho letti, e ho cercato di capire perché non mi piacevano. Ma comprendo che anche questo non è un atteggiamento per tutti, e che per i professorini è meglio sparare a zero su ciò che non si conosce o fa paura. È così da sempre.

Comunque, ecco le tre cose che mi hanno portato a scrivere letteratura fantastica:


1.

 


Non credo ci sia molto da spiegare qui. Questo è il film che ho amato di più, in assoluto, da ragazzino. Ma anche adesso. C’è poesia, c’è avventura, c’è passione. Si toccano corde di ogni tipo, ed è quello che mi piacerebbe fare quando scrivo.
«Ma chi sei? Uno spirito?»
«Io? Io sono dolore.»
Insomma, è in definitiva uno dei motivi che mi ha spinto verso il fantasy.

2.


E’ stato il primo VHS che ho mai visto, assieme a mio padre. Dire che ne rimasi folgorato è poco. Era sogno allo stato puro. Mia madre non voleva che lo guardassi perché c’erano mostri e faceva paura (a suo dire) io avevo circa 10 anni, e non vedevo l’ora di guardarlo. Mostri? Macché… colpito e affondato. Era il film che faceva per me.

3.


Un libro che mi ha aperto le porte di un mondo che non conoscevo, Darkover, e di un’autrice che ancora non avevo compreso, e che (ancora non lo sapevo) avrebbe avuto tanto da dirmi e da regalarmi.

Ecco, questo è quanto. Non mi sforzo contro i mulini a vento: lì lascio girare indisturbati, non mi toccano. Credo invece sia più importante dire perché una cosa la si ama a tal punto da farne un mestiere e una passione duraturi nel tempo, piuttosto che difenderla contro chi non vuole (e non può) capire.

Ciao,
L.

La rinata

martedì, gennaio 5th, 2010
Nel mio primo romanzo edito, c’è un personaggio che sembra aver messo d’accordo tutti i lettori, ma proprio tutti.

Parlo della Predicatrice.

Nata come un personaggio marginale, questa figura ha preso corpo quando decisi (quasi per caso) di far leggere nel romanzo Il Fuoco della Fenice alcune pagine di un diario stese di pugno dalla misteriosa entità nota come Predicatrice. Scrivendo quelle pagine, mi ero reso conto che, per certi versi, la Predicatrice superava Twil e Alcor, ma perchè? Me lo domando ancora, anche se ora credo di saperlo. Forse, perchè anch’io come lei ho guardato l’abisso, sono stato presso le sorgenti del mare, e ho compreso i silenzi del vento. Insomma, ci conosciamo bene. Quando ancora pensavo di scriverne un seguito (no, non esiste proprio!) ho scritto questo che, me ne sono accorto solo 5 minuti fa, può essere considerato un raccontino breve ambientato nel Mondo del Fuoco della Fenice.

Lo lascio qui come augurio a tutti di buon 2010. 

 

La rinata
 
 
 
 
«Hai mai attraversato l’abisso?
Sei mai stato presso le sorgenti del mare?
Comprenderesti i silenzi del vento?»
 
«Se sì, dimmelo…
…perché così avrei qualcuno con cui parlare.»  
 
 
La sabbia bruciava, ma era una sensazione piacevole dopo tanto freddo. Il sole a picco su di lei non le dava pensiero e nemmeno il deserto sconfinato, di un rosso abbagliante. Aveva passato di peggio. Aveva attraversato l’abisso, aveva valicato le sorgenti del mare e ascoltato i silenzi del vento.
Ora poteva ben permettersi il caldo del sole e il brusio del deserto.
Per un istante, la bambina si guardò attorno con aria smarrita. Se qualcuno l’avesse vista nel bel mezzo del nulla, a miglia e miglia da un qualsiasi centro abitato, baraccopoli o costruzione, si sarebbe spaventato a morte.
 Cosa ci faceva una bimba, che doveva avere sì e no cinque anni, nel bel mezzo del vuoto più assoluto?
Se lo domandava anche lei. Non aveva mai visto quel luogo prima di allora. Come ci fosse arrivata era un altro mistero: uno fra i tanti della sua vita. Non aveva fretta di svelarlo, tutto a suo tempo.
Per il momento le bastò capire di essere viva, e quel pensiero le permise d’incurvare le labbra sottili in un debole sorriso.
Con uno sforzo notevole cercò di mettersi in piedi puntellandosi sulle piccole gambette tozze, ma non fu semplice. L’equilibrio era ancora precario e ben presto si ritrovò gambe all’aria, seduta in cima a quella duna dove si era risvegliata.
Non ricordava fosse tanto difficile camminare, forse ne aveva perso la memoria troppo a lungo. Con occhietti vispi, per nulla turbati dalla strana situazione, vagò con lo sguardo per le profondità del Deserto Meridionale.
Non poteva trovarsi lì per caso.
Poi, come se qualcosa dentro di lei si fosse destato da un lungo sonno, ricordò un particolare della sua vita.
Solo un bagliore nel buio, ma tanto bastò perché la bimba si sollevasse in piedi con maggior sicurezza e, passo dopo passo, prima con fare insicuro e poi sempre più rapidamente, si incamminasse fra le dune.
Aveva appena ricordato il suo nome.
 
*
 
Era figlia delle fiamme.
Era nata da un grembo di cenere.
Era la Non-Bruciata.
Mirage.
Così si chiamava un tempo.
Occhi rossi venati d’oro si spostarono per il deserto, poi sorrise. La Predicatrice era appena rinata.

Ciao,
L.