Ragazzi, che giornata oggi… una di quelle che varrebbe davvero la pena cancellare. Quindi, vi lascio con un filmato della buonanotte.
So che apprezzerete.
"Ragazzi, sssh, fidatevi di me, è per il vostro bene… ho quasi fatto."
(Annie Wilkes)
Ciao,
L.
Ragazzi, che giornata oggi… una di quelle che varrebbe davvero la pena cancellare. Quindi, vi lascio con un filmato della buonanotte.
So che apprezzerete.
"Ragazzi, sssh, fidatevi di me, è per il vostro bene… ho quasi fatto."
(Annie Wilkes)
Ciao,
L.
Be’, più che letto l’ho divorato…
"E un giorno giungerà l’eletta, discendente di Om.
Avrà fuoco nei capelli,
ali e squame sulla pelle,
un ululato in gola
e la morte negli occhi.
Cavalcherà il sole
e brandirà la luna".
Che piacevole scoperta, Maite Carranza. Il Clan della Lupa, primo volume della Guerra delle Streghe, mi ha piacevolmente colpito non solo perché racconta una storia di streghe ambientata ai nostri giorni, ma perchè lo fa con semplicità per nulla sciatta, ambientando il tutto in territori poco frequentati dal fantasy. Dai gelidi Pirenei, all’assolata Sicilia, fra aromi mediterranei e territori fantastici, la Carranza ci introduce alla stregoneria da lei riletta e rivisitata.
La storia è piacevole, la protagonista, Anaid, evolve lungo tutto il romanzo senza perdere certi caratteri distintivi, come il suo continuo voler fare tutto di testa sua, sempre, anche se questo la porta di continuo in situazioni complesse da affrontare. Magnifica è anche Selene, la madre giovane e bellissima di Anaid, anch’essa strega del Clan della Lupa con più misteri lei della figlia.
Stilisticamente, tuttavia, questo primo volume risente di qualche incertezza. L’autrice, nota per essere da anni una firma nel campo dei romanzi per ragazzi, in questo volume un po’ più adulto sembra qualche volta un po’ spaesata: ed ecco che Il Clan della Lupa risulta un romanzo a tratti ibrido, non proprio YA, ma non certo prettamente per ragazzi.
Ancora, alcune scene sono davvero rapide. Anche nei momenti di pathos, l’autrice è veloce e incisiva, a volte forse troppo, col rischio di risultare sbrigativa. Eppure, anche questo a ben vedere non infastidisce, anzi.
In defintiva, Il Clan della Lupa è un libro piacevole, fresco e divertente.
*
Aforisma di oggi:
"Adesso c’è soltanto il sentimento di un buio in cui stiamo sprofondando".
(Federico Fellini)
L.
Be’, più che letto l’ho divorato…
"E un giorno giungerà l’eletta, discendente di Om.
Avrà fuoco nei capelli,
ali e squame sulla pelle,
un ululato in gola
e la morte negli occhi.
Cavalcherà il sole
e brandirà la luna".
Che piacevole scoperta, Maite Carranza. Il Clan della Lupa, primo volume della Guerra delle Streghe, mi ha piacevolmente colpito non solo perché racconta una storia di streghe ambientata ai nostri giorni, ma perchè lo fa con semplicità per nulla sciatta, ambientando il tutto in territori poco frequentati dal fantasy. Dai gelidi Pirenei, all’assolata Sicilia, fra aromi mediterranei e territori fantastici, la Carranza ci introduce alla stregoneria da lei riletta e rivisitata.
La storia è piacevole, la protagonista, Anaid, evolve lungo tutto il romanzo senza perdere certi caratteri distintivi, come il suo continuo voler fare tutto di testa sua, sempre, anche se questo la porta di continuo in situazioni complesse da affrontare. Magnifica è anche Selene, la madre giovane e bellissima di Anaid, anch’essa strega del Clan della Lupa con più misteri lei della figlia.
Stilisticamente, tuttavia, questo primo volume risente di qualche incertezza. L’autrice, nota per essere da anni una firma nel campo dei romanzi per ragazzi, in questo volume un po’ più adulto sembra qualche volta un po’ spaesata: ed ecco che Il Clan della Lupa risulta un romanzo a tratti ibrido, non proprio YA, ma non certo prettamente per ragazzi.
Ancora, alcune scene sono davvero rapide. Anche nei momenti di pathos, l’autrice è veloce e incisiva, a volte forse troppo, col rischio di risultare sbrigativa. Eppure, anche questo a ben vedere non infastidisce, anzi.
In defintiva, Il Clan della Lupa è un libro piacevole, fresco e divertente.
*
Aforisma di oggi:
"Adesso c’è soltanto il sentimento di un buio in cui stiamo sprofondando".
(Federico Fellini)
L.
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde? Forse. O almeno è così che mi ha definito una cara … be’, "cara"… una tizia, ecco, un po’ anzianotta, e che si aggire per i blog. Non ha tutti i torti a dire il vero: da buon Gemelli ho più caratterei io che Sir Anthony Hopkins mentre recita… in Hannbal!
L’intervista più pazza del mondo si trova sul blog di Lady Naeel, frugate fra i link e la trovate.
E… ciao, torno in modalità Jekyll assieme ad Agnes.
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde? Forse. O almeno è così che mi ha definito una cara … be’, "cara"… una tizia, ecco, un po’ anzianotta, e che si aggire per i blog. Non ha tutti i torti a dire il vero: da buon Gemelli ho più caratterei io che Sir Anthony Hopkins mentre recita… in Hannbal!
L’intervista più pazza del mondo si trova sul blog di Lady Naeel, frugate fra i link e la trovate.
E… ciao, torno in modalità Jekyll assieme ad Agnes.